Archivio per il dicembre, 2011

Vincenzo Fasano nasce a Mantova da genitori siciliani. Trascorre alcuni anni a Bologna dove si laurea ‘controvoglia’ in giurisprudenza, forse più attratto dal fervido sottobosco musicale della città che dai codici penali o civili. La sua musica è fortemente influenzata dalla mescolanza di culture, di Nord e Sud e dalle esperienze che hanno accompagnato le sue origini. Il tango caratterizza l’origine delle sue calde sonorità, accompagnato da atmosfere che scivolano in modo latente su panorami diversi, come il folk più sofisticato e il poppunk dei tardi anni ’70, conditi da rarefatti momenti di personalissimo romanticnoise. Una musica dai richiami complessi, eppure immediata e graffiante nella sua semplicità, con una scrittura non diretta alla politica ma all’etica.
Ad Ottobre 2011 è uscito il suo album d’esordio “Il Sangue” per Ecletic Circus: dieci tracce registrate sotto la produzione artistica di Manuele Fusaroli (Le Luci Della Centrale Elettrica, Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi
Morti
) con le partecipazioni di Riccardo Sinigallia, Gionata Mirai (Teatro Degli Orrori) e Dino Fumaretto.
MTV New Generation è felice di presentare il primo videoclip estratto “Non Ritiro Quel Che Ho Detto“, per la regia di Francesco Imperato.
Ad Aprile 2013 Vincenzo Fasano entra a far parte dei 15 Artisti selezionati per la fase live del “Cornetto Summer of Music – negramaro Contest“.

www.myspace.com/vincenzofasano


MTV New Generation è ufficialmente partner del secondo, atteso, “The Alternative Factory Party“, l’evento creato dalla casa di promozione artistica romana – gestita dai Vanilla SkyThe Alternative Factory.
L’appuntamento è fissato per Giovedì 29 Dicembre al Qube di Roma con ingresso rigorosamente gratuito: un vero ‘must’ quest’ultimo, per dar così possibilità a tutti di partecipare e creare una finestra sull’arte ‘alternativa’ di giovani promettenti.
Headliner della serata saranno i Loren – la giovane band targata MTV New Generation esibitasi agli MTV Days 2011 di Torino – preceduta dai live show di Seed ‘n’ Feed, Roads Collide e We Love Drum.
Insomma, un party da non lasciarsi sfuggire!


WoW, uno studio televisivo!
Si sta bene in uno studio televisivo, tutto preciso e in ordine anzi anche un po’ in disordine ma tutto studiato. E’ uno studio.
C’era una bella atmosfera, di amicizia tra tutti. Sono stati molto gentili con me, anche la ragazza che si è occupata di truccarmi.
Temevo una sua brutta reazione quando dopo circa un quarto d’ora che passava prodotti coprenti sulle mie occhiaie non era cambiato quasi nulla e invece è riuscita a mantenere la calma e una certa professionalità.
Vale, la mitica presentatrice, è stata grandiosa nel mettermi subito a mio agio scherzando e facendo battute sul mio cognome. Io non sapevo il suo quindi non ho potuto controbattere ma ci siamo stati simpatici (credo) da subito.
La puntata grazie a diòs è filata, io nonostante la mia faccia da pirla credo di essermela cavata. Ammetto la mia agitazione estrema anche se pensandoci poi a sangue freddo non ne ricordo i motivi.
Sono stato talmente bene a Hitlist Italia che pensavo di andare a fare i provini per diventare VJ, non si sa mai.
Grazie ancora MTV New Generation.

Bianco


Gli show di apertura ai White Lies oramai sono alle spalle per i tre Artisti targati MTV New Generation: The Charlestones, Seeside e Bianco hanno infatti avuto l’onore di calcare lo stesso palco del trio inglese rispettivamente nelle date di Padova, Roma e Milano. Siete curiosi di sapere com’è andata? Ecco i loro messaggi:

- Il Messaggio dei The Charlestones

E’ stato grandioso per un milione di motivi: per le solite cose che ognuno di voi può ben immaginare, per la location, per il palco, per la gente, per le sensazioni che sicuramente i nostri altrettanto fortunati colleghi Seeside e Bianco vi racconteranno, che di certo ci accomunano e che credo non ci sia bisogno di ripetere. Vi sono i motivi per cui è stato bello prima, quelli per cui lo è stato dopo, quelli per cui lo è stato nel mentre. C’è il rischio di essere noiosi quando si pensa agli aggettivi per descrivere serate del genere, perchè sono i soliti superlativi, che non bastano mai, o che non rendono mai l’idea. Vi posso dire che le registrazioni del nostro nuovo lavoro sono iniziate esattamente il giorno seguente, e vi assicuro, non ci poteva essere cosa migliore. Concludiamo così, in bellezza, per ricominciare al meglio.

Grazie MTV New Generation per le opportunità, grazie Vivo Concerti e Virus Concerti per averlo reso possibile. E un caro saluto a The Duke Spirit, Olly, Ale, Guido, e a tutti quelli che l’hanno reso ancora più bello.

Mattia & The Charlestones


- Il Messaggio dei Seeside

E’ un’ordinaria mattinata metropolitana, come tante.

Di quelle in cui maledici la pioggia, la gente intorno, e l’autista perchè nella ressa del bus non sei riuscito a scendere alla tua fermata.
Le papille gustative immaginano già il sapore della colazione che consumerai abbuffandoti al bar, perchè sei in ritardo come al solito.
Suona il telefono, mentre stai scendendo dal bus. Un piede ti finisce nella pozzanghera, il calzino si impregna di schifo e freddo. La gente spinge.
Dovresti imprecare, o almeno una parte del cervello ti lancia il segnale di farlo.
Ma chi se ne frega?

Grazie a MTV New Generation il 3 Dicembre aprirete il concerto dei White Lies a Roma.”
Giro di telefonate. Urla di gioia. L’eccitazione del primo concerto da Seeside.

I venti giorni successivi abbiamo praticamente traslocato in sala prove, immersi nei decibel, a metà tra la voglia di spaccare tutto e l’inevitabile ansia da prestazione.

Poi, tutto ad un tratto, era già il 3 Dicembre, eravamo già in macchina, il bagagliaio stracolmo di roba e il cruscotto stracolmo di buona musica.
Il viaggo è di quelli estenuanti, con le consuete problematiche del caso, navigatori impazziti, traffico infernale, arriviamo all’ Orion Club con 40 minuti di ritardo, agitatissimi.

Il posto è grande, ma non troppo. Freddo, eppure confortevole. Ma non c’è tempo per soffermarsi a prendere confidenza con l’atmosfera, perchè ci danno 20 minuti per montare tutto e fare il soundcheck.

Superiamo i problemi tecnici di palco, un po’ nel panico e di frettissima, per via delle tempistiche ristrette.
Poi tutto quello che succede dopo è confuso, come se passasse troppo velocemente.
Un attimo prima abbiamo finito il soundcheck, incontriamo lo staff dei White Lies, che è gentilissimo e ci porta nella zona riservata al loro catering.
Cipo strabuzza gli occhi di fronte al cibo e al frigo pieno, ma nessuno ha fame.

Un attimo dopo siamo di nuovo dietro al palco e una voce rauca, inglese, ci avvisa che mancano cinque minuti, poi quattro, poi tre.
Giusto il tempo per un accordata agli strumenti, uno sguardo fugace di intesa e un sorriso. Ci siamo.
Saliamo, hanno appena aperto i cancelli e il pubblico si precipita sotto il palco, in una frettolosa processione. Di nuovo lo sguardo di intesa.
Arturo è alla batteria, conta il tempo con le bacchette. ONE. TWO. THREE. FOUR. Suoniamo “Psycho Afternoon“.
Il pubblico urla, batte le mani, balla. Per la prima volta, dopo mesi in studio, proviamo l’ebbrezza di essere una band, di suonare dal vivo e vedere i sorrisi e le ugole della gente.

All’Orion Club di Roma, come gruppo di apertura dei White Lies.

La sottile ed appagante sensazione di essere nati per questo.

Seeside


- Il Messaggio di Bianco

Il concerto.
Apertura ai White Lies.
Alcatraz.
Milano.
Ho ancora la pelle d’oca.
E’ stata un’esperienza importante, che spero dia il via ad una lunga serie di concerti.
Dal palco leggevo l’entusiasmo negli occhi del resto della band per questa grande prima volta.
Il pubblico ci ha accolto calorosamente e alla fine delle canzoni si sentiva forte l’approvazione. Sono molto contento.
Un aspetto importante di questo concerto è anche la professionalità che abbiamo trovato nei tecnici dell’Alcatraz e dei White Lies che ci hanno aiutato a fare il sound check e addirittura a caricare il furgone dopo il concerto.
Grandi.
Grande MTV New Generation che ci ha portato su quel palco.
Grazie.
Bianco.


di Luca De Gennaro

Almost Famous” (che a pensarci bene potrebbe essere il titolo di questo blog, che si rivolge agli artisti di nuova generazione) è uno dei migliori film rock mai fatti. Se non lo avete visto correte a procurarvi il DVD. E’ uscito nel 2000 ed è ispirato alla vera storia del regista, Cameron Crowe, il quale, come il protagonista, era un adolescente con ambizioni da critico musicale nella California dei primi anni ’70 che esplodeva di Sex, Drugs & Rock’n’roll. Uno dei momenti fondamentali della storia è l’incontro tra il ragazzo e Lester Bangs, il più leggendario, oltraggioso, geniale giornalista rock mai esistito (lo interpreta uno strepitoso Philip Seymour Hoffman) che gli dice “Non si può diventare amici delle rockstar. Loro non saranno mai tuoi amici, vogliono solo che tu scriva bene di loro e rovineranno tutto quello che amiamo del rock, che diventerà solo l’industria del più fico (nel testo originale: “Industry Of Cool”). Se vuoi farti una reputazione come giornalista rock devi essere sincero e molto spietato”. Bangs, morto per overdose accidentale di farmaci a New York nel 1982, era la voce dell’indipendenza, della libertà della critica rispetto alle regole dell’industria. Rivedendo il film, e rileggendo 40 anni dopo i suoi articoli raccolti in diversi volumi pubblicati in Italia da Minimum Fax, viene da riflettere su quanto questi concetti siano ancora attuali. I rapporti tra musicisti e critica sono sempre piu’ ‘buonisti’. La critica negativa pare che non sia ammessa. Fino a qualche tempo fa la discografia cercava di fare apprezzare un prodotto invitando i giornalisti a ricchi weekend in giro per il mondo con la scusa della presentazione di un disco. Il concetto di base era: “Ti ho portato nel miglior hotel di Parigi, ti ho fatto cenare nei ristoranti più rinomati, ti ho offerto voli in business class, taxi e pure qualche extra, non vorrai mica parlar male del mio artista?”. Un gioco al quale tutti si sono prestati volentieri per anni. Oggi che le economie del mondo discografico non permettono più simili investimenti ci sono i social network ad alimentare il buonismo ‘ad personam’. Twitter è il luogo per eccellenza dove gli artisti leggono e scrivono personalmente, senza filtri di addetti stampa e comunicati ufficiali. Questa è una bella notizia, ma genera un profluvio di complimenti da tutti per tutti. Quelli dei ‘media’ (me compreso) non fanno altro che scrivere all’artista di turno “Che figata il tuo disco”, “Concerto pazzesco”, “Mi sono emozionato” e via così, e sanno che dall’altra parte fioccheranno i ‘Retweet’ e i “Grazie fratello” che tanto riempiono d’orgoglio perchè vengono da quello ‘famoso’. Siamo un’altra volta vittime di un meccanismo di appagamento, questa volta psicologico e anche un po’ narcisista, “Hai visto, mi ha risposto!”. E’ vero che, in linea di massima, chi sceglie di fare l’artista è perchè vuole sentire l’applauso, non certo i fischi, quindi una critica negativa per forza fa male, ed è anche vero che non sarebbe corretto né educato scrivere su Twitter “Sono stato al tuo concerto, bella schifezza”, quindi in questo senso la rete diventa il posto dove tutti possono ringraziare e dire cose carine ai propri idoli direttamente, e questo va benissimo, ma stiamo attenti a non cedere alle lusinghe delle ‘corti’. Esistono artisti, così come esistono capi d’azienda, ai quali piace avere attorno una corte di “yes men” e si infastidiscono se qualcuno prova a contraddirli. Questa è proprio, come diceva Lester Bangs, “The Industry Of Cool”, l’industria del “Quanto Sei Figo”. Se volete fare strada come artisti dovete essere invece pronti a ricevere le critiche e a farne tesoro. E’ vero, il primo pensiero che viene da una critica negativa al proprio lavoro è “Quello non capisce niente, chi si crede di essere”, ma provate a pensare che nessuno ci guadagna a parlar male di te. Se la propria etica professionale porta a scrivere qualcosa di negativo, provate a pensare che chi lo scrive o lo dice qualche ragione la potrebbe avere, se non altro perchè ha esperienza in questo campo. Per quello che mi riguarda, alcuni tra i rapporti più sinceri che ho costruito con degli artisti negli ultimi 20 anni sono nati da recensioni negative che avevo scritto sui loro primi dischi. Su queste abbiamo discusso, ci siamo confrontati, e da allora loro sanno che qualsiasi valutazione io faccia sul loro lavoro, in pubblico o in privato, è sincera. Qualche anno fa dissi ad una giovane band esordiente: “Un video come questo vi fa sembrare una band underground, e può andare in onda di notte insieme ai vostri colleghi che fanno rock alternativo. Secondo me avete delle potenzialità più larghe, ma se la vostra scelta è di rimanere di nicchia, fate pure”. Invece di offendersi fecero tesoro delle critiche e con il video successivo diventarono (e sono tuttora) una delle band di maggior successo in Italia. Quindi, noi che lavoriamo dei media dobbiamo scrollarci di dosso il buonismo e dire le cose che pensiamo, sempre, ‘sinceri e spietati’, mentre per gli artisti può essere molto utile ascoltare le critiche ed i suggerimenti, interpretandoli come stimoli che ti permettono di crescere.


Quando racconti che hai fatto un tour europeo con la tua band, la gente si immagina “qualcosa di glorioso”. E noi glielo lasciamo anche credere. Dopo tutto è anche di questo che un gruppo si nutre: della  nube di gossip, leggende, odio o amore che riesce a generare.

Una manciata di cliché stile ‘sex drugs and rock and roll’ e mi sono risolto il problema di dover alimentare le chiacchiere da bar al ritorno a casa, anche se, ad essere sincero, mi sembra di non essere mai più tornato a casa dopo la prima volta che sono partito per inseguire sogni sempre più ostinati.

Quel ‘qualcosa di glorioso’ che tanto faccio fatica a condividere,  è rimasto impresso a vita nel mio cuore, e lo tengo stretto al mio petto, segreto e anonimo, come i piccoli dettagli di cui è fatto.

Le luci bollenti sul palco scenico contro il mio sudore freddo.

I sorrisi, e gli accenti che ti accolgono di luogo in luogo, trovando un compromesso comune in un inglese colorato dai vetri rotti sull’asfalto e dall’euforia di qualche birra di troppo.

Qualcuno che ricorderai per sempre, il cui nome hai dimenticato e che probabilmente non rivedrai mai più.

Stringo la chitarra tra le braccia.

Chiudo gli occhi.

La musica riempie gli spazi vuoti, ma non so se sono sveglio o sogno ancora.

Andrea, Song For The Sleepwalkers

www.songsforthesleepwalkers.com


Ciao a tutti noi siamo gli OutbackPanda, Francesco, Gianluca e Eugenio“.
Nel 2008 abbiamo inciso un demo, di cui oggi non ve n’è più traccia …se non in qualche hard disk forse perduto.
Abbiamo iniziato a lavorare nel 2010 al nostro primo disco ufficiale “L’Incostanza Di Un Momento” da cui abbiamo estratto “Liquido” il singolo con cui è stato girato il nostro primo video. A giugno ci è stata data la grande opportunità di suonare al Rock in Idrho e conoscere persone del calibro di Dave Grohl (conoscerlo è un sogno un po’ di tutti coloro che son cresicuti con i Nirvana), i The Hives.
L’album è uscito da poco su Itunes e siamo tutti quanti veramente emozionati.
Non vediamo l’ora che finalmente lo sentiate… un ringraziamento sincero a MTV New Generation che ci permette di continuare la nostra avventura… e non solo la nostra, ma quella di tanti altri gruppi che come noi amano la musica e credono di poterne fare un mestiere… UN GIORNO :)

Outback


Questa Settimana per la vetrina web ‘Just Discovered’  MTV New Generation ti porta alla scoperta degli Artisti Outback e Songs For the Sleepwalkers.

Gli Outback sono una giovanissima band nata nel 2006 a Terni che fa dell’ indie rock e del pop il proprio credo. Dopo essere entrati nella fantastica line up del Rock in Idrho 2011 al fianco di Foo Fighters, Iggy Pop e The Hives, a Novembre di quest’anno è arrivato il momento del loro album d’esordio “L’incostanza Di Un Momento“. Ora MTV New Generation presenta il primo videoclip estratto, “Liquido“.

Songs For The Sleepwalkers è il ‘nom de disque’ dietro l’elusivo musicista di origini partenopee Andrea Caccese, trasferitosi in terra scandinava nel 2010. In bilico tra folk alternativo e post rock, il suo album di debutto “Our Rehearsed Spontaneous Reactions” è atteso per gennaio 2012 sotto Paper Wings Records. “Tell Me How” è il primo singolo/videoclip di lancio, per la regia di Ivan Forastiere.

Per entrare nel mondo di Mtv New Generation, che a oggi raccoglie più di più di 2.980 schede di artisti e band con oltre 5.900 contenuti, basta caricare sul sito www.mtv.it/newgeneration il videoclip di un brano musicale originale composto, interpretato ed eseguito da un artista o una band, con o senza contratto discografico. Gli artisti ritenuti più meritevoli da MTV, nel pieno rispetto dell’indipendenza editoriale del canale, entrano a far parte del progetto MTV New Generation, ricevendo visibilità online attraverso video, news e contenuti speciali e on air con i passaggi video su MTV Music (canale 67 del Dtt) di un artista selezionato ogni mese.


Gli Outback sono una giovanissima band nata nel 2006 a Terni e formata da Gianluca Pantaleo (chitarra, voce, piano),  Francesco Nesta (chitarra, piano), Gabriele Raggi (basso) ed Eugenio Della Mora (batteria).
Nel 2009, con un brano contenuto nel loro primo Ep autoprodotto “Lame e Vetro”, vengono selezionati tra i migliori 16 artisti per il Festival di Sanremo nella categoria giovani. Ma è il 2011 il loro anno fortunato: il 15 giugno 2011 hanno infatti l’onore di suonare al Rock in Idrho entrando a far parte di in una line up formata da Foo Fighters, Iggy Pop e the Hives su tutti, qualche settimana più tardi sono tra i 12 finalisti del Jack On Tour 2011 e infine a novembre dello stesso anno sono pronti per pubblicare il loro album d’esordio “L’Incostanza Di Un Momento“. MTV New Generation è felice di presentare il primo videoclip estratto “Liquido“, che ben risalta il mix di indierock e pop fatto proprio dalla band.

www.facebook.com/outbackrock


Songs For The Sleepwalkers è il ‘nom de disque’ dietro l’elusivo musicista di origini partenopee Andrea Caccese, trasferitosi in terra scandinava nel 2010.
In bilico tra folk alternativo e post rock, la musica di Songs For The Sleepwalkers è forte di una vena eclettica che rappresenta una reazione alle stagioni in movimento: dall’energia e vitalità della natura estiva e primaverile fino all’immobilità glaciale del lungo inverno, passando per il tappeto di foglie gialle e arancioni dell’autunno nordico. L’album di debutto “Our Rehearsed Spontaneous Reactions” (Paper Wings Records) è atteso per gennaio 2012 e  MTV New Generation è felice di presentare il primo singolo/videoclip di lancio “Tell Me How“, per la regia di Ivan Forastiere.

www.songsforthesleepwalkers.com