Archivio per il gennaio, 2012

di Luca De Gennaro

Sfatiamo una volta per tutte un mito: non è vero che ormai la musica circola gratuitamente e che nessuno ci guadagna. La realtà è che i soldi nel business musicale oggi fanno un giro diverso da prima, perché l’economia non è più basata sull’acquisto e il possesso. Il principale problema dell’industria musicale negli ultimi 20 anni è stata la ‘pirateria’, dai dischi contraffatti fino a Napster e poi E Mule. Proviamo però a vedere il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto. Rovesciamo il punto di osservazione. Per gli artisti la libera circolazione della musica in rete vuol dire contatto diretto con i fans e possibilità di fare arrivare al pubblico la propria musica, e tutto questo gratuitamente! Questa si che è una bella notizia. Il cambio dell’infrastruttura ha creato un nuovo ecosistema della musica. Si è passati dal modello del possesso a quello dell’ascolto. Non importa se compri qualcosa. Importa se la usi. Tempo fa un amico mi mostrava orgoglioso un sito pirata da cui scaricava gratuitamente tutta la musica che voleva. “Poi se vuoi rendere tutto più rapido e senza limitazioni basta abbonarti a questo servizio di file sharing veloce, che costa 10 euro al mese”. Ecco, visto? Ti illudi di avere tutto gratis, ma stai comunque dando 10 euro al mese a qualcuno. La percezione però è di non dare i tuoi soldi a chi ti fornisce la musica, ma a chi ti rende possibile un ‘upgrade’ tecnologico per scaricarla più facilmente. Ora che le abitudini di accesso e consumo sono cambiate il prossimo passo è dunque abituare la gente a pagare una piccola cifra per abbonarsi alla musica, e ripartire equamente i ricavi tra gli aventi diritto. Se questo sistema prende piede, torneranno ad esserci fonti di guadagno per gli artisti, e per più artisti di prima, perché se tutto il tuo consumo di musica è compreso nel prezzo mensile, perché non andare a esplorare mondi nuovi, anziché rimanere solo su quello che già conosci? Non costa niente. O meglio, quello che costa lo hai già pagato. A questo proposito, dopo  avere parlato della questione tra Coldplay e Spotify la settimana scorsa, torniamo sul più diffuso sistema di streaming musicale del mondo in abbonamento. Nato in Svezia, lanciato 3 anni fa in Europa e arrivato nel luglio 2011 in USA, è basato sul modello cosiddetto “freemium”, con il quale gli utenti hanno accesso gratuito all’ascolto della musica, e in questo caso ascoltano anche comunicati pubblicitari tra i brani, oppure pagano un abbonamento mensile per avere in cambio accesso illimitato a tutta la libreria musicale senza pubblicità e la ‘portabilità’ del servizio sul proprio smart phone. Spotify ha oggi 3 milioni di abbonati, e in Svezia genera più introiti per le case discografiche di I Tunes. I suoi guadagni derivano sia dalla pubblicità indirizzata agli utenti ‘free’, che dagli abbonamenti degli utenti ‘premium’. Jonathan Forster, general manager di Spotify Europe, dice “Non è vero che la gente ascolta lo stesso genere di musica o solo gli artisti famosi. Solo il 6% degli ascolti su Spotify viene da artisti nella Top Ten. La gente oggi ascolta molta più musica da diversi artisti e generi”. Sulla questione è intervenuto pochi giorni fa uno dei più influenti personaggi del music business, il manager degli U2 Paul McGuinness, che parlando al Midem di Cannes ha sostenuto che malgrado non ci sia ancora sufficiente trasparenza sui benefici finanziari che può portare agli artisti, che quindi lo percepiscono, per il momento, più come una opportunità promozionale che di business, il sistema è “in fondo una buona cosa”. “Non c’è motivo per cui il modello di Spotify non debba essere parte del futuro. E’ essenzialmente onesto quindi va incoraggiato. Vorrei che venisse adottato in tutto il mondo”. Quello che è certo è che da qui non si torna più indietro. Nel passato poche radio e pochi canali tv dominavano il mercato della diffusione musicale e orientavano i gusti del pubblico, che comprava in gran parte ciò a cui veniva esposto. Oggi non solo l’ascoltatore/consumatore ha molte più possibilità di sperimentare e scoprire, ma anche gli stessi artisti possono produrre musica senza più essere ossessionati dall’idea che se non verrà passata dalle radio nessuno la conoscerà, perché verrà comunque diffusa liberamente online. E se in questo scenario innovativo purtroppo, molta gente ha perso il lavoro per la contrazione del business discografico, è anche vero che contemporaneamente si sono sviluppati nuovi mestieri nell’ambito della tecnologia. I nuovi padroni del music business non sono più gli irraggiungibili presidenti delle majors del disco, ma i giovani che hanno inventato nelle loro stanzette aziende come Spotify, Soundcloud, Pandora, Songkick, Soundhound. E’ un nuovo mondo. Siete pronti a salire a bordo?


Ciao a tutti,
Gli amici di MTV New Generation mi hanno chiesto di raccontare in un post la storia di Mezzala.
Lo faccio volentieri provando, almeno per una volta, a contraddire la mia natura di logorroico cronico.
E’ un po’ di anni che scrivo canzoni, che le arrangio, che le registro e che pubblico dischi. L’ho fatto (e lo sto ancora facendo) con la mia band, i Numero6, prima ancora lo facevo con un altro gruppo, i Laghisecchi.
Far parte di una band per tante ragioni è fantastico, non c’è dubbio. Crescendo, tuttavia, ho sentito  l’esigenza di intraprendere e sviluppare anche un percorso artistico nuovo, un progetto solista in cui provare a esprimermi in maniera diversa da quel che faccio quando mi espongo dividendo le “responsabilità” con altre persone.
Sì, credo proprio sia stata una questione di responsabilità da volersi prendere, di coraggio da voler fortissimamente avere.
Perché quando fai parte di un gruppo, anche se ne sei il “leader” perché scrivi tu le canzoni e le canti, il più delle volte ti trovi in una situazione “protetta”, a tratti ovattata. In quella situazione è difficile metterti davvero a nudo scavando con decisone dentro di te per tirar fuori cose intime perché sai che farlo ti aiuterà a esorcizzare tante paure e tanto dolore, o anche solo a rilassarti un pochino.
Pur trovandomi benissimo insieme ai miei amici Numero6 circa un anno e mezzo fa ho capito che era giunto il momento, dopo tanti pensieri, di passare ai fatti e di realizzare il mio primo disco solista. Ero e sono certo del fatto che questa nuova avventura (che spero duri a lungo) non sta intaccando e non intaccherà minimamente quella del gruppo. Ritengo anzi, che possa portare molta linfa vitale anche là.
In nome della mia sfrenata passione per il calcio (sono tifosissimo del Genoa) ho deciso di battezzarmi “Mezzala“, ho scritto una ventina di canzoni, le ho registrate e prodotte insieme al mio amico Mattia Cominotto e ne ho scelte tredici da inserire in un album che si intitola “Il Problema Di Girarsi” (un omaggio chiarissimo al grande telecronista Bruno Pizzul, emblema di un football che rimpiango parecchio).
Il disco è uscito circa tre mesi fa su Urtovox Records, una delle etichette indipendenti italiane più prestigiose, realtà che crede molto in me e che mi supporta con dedizione e passione. Nonostante questo sia un momento storico particolarmente complicato e contraddittorio per chi fa musica in Italia devo dire che sono molto soddisfatto per come il disco è stato accolto. Mi sto togliendo belle soddisfazioni e sto suonando molto in giro, cosa che amo particolarmente.
Che Fine Faremo“, il secondo singolo tratto da “Il Problema Di Girarsi”, è un brano a cui tengo particolarmente. Ogni tanto mi escono queste cose musicalmente ultra pop, dritte, ballabili, scanzonate su cui provo a scrivere testi tanto semplici quanto (almeno per me) significativi. Il testo mi pare eloquente e non reputo ci sia bisogno di spiegare o approfondire cosa desideravo dire, anche perché credo che quando si sente il bisogno di spiegare una canzone forse non si sta parlando di una canzone riuscita davvero.
Il video di “Che Fine Faremo” vede Stefano Poletti alla regia. Da tempo io e Stefano ci eravamo ripromessi di lavorare insieme e finalmente ce l’abbiamo fatta. Sono davvero molto soddisfatto del risultato finale e sono felice che MTV New Generation abbia deciso di dar visibilità a questo mio progetto. Volevo un clip ricco di colore, che fosse pop ma contenesse anche elementi disturbanti‘, obliqui, non troppo rassicuranti. Che poi è l’approccio che adotto quando scrivo.
Che aggiungere? Invito tutti a visitare il mio sito www.mezzala.it, mi scuso per essere stato, ancora una volta, logorroico e…buona visione di “Che Fine Faremo“!

Mezzala


Per i ragazzi della nostra generazione, MTV ha un significato tutto particolare. Noi siamo quelli cresciuti con Select, Hot e Kitchen, quelli che hanno ancora registrato su VHS il concerto degli Oasis del Dicembre 1997, quelli che, mentre gli amici passavano i weekend a stordirsi nelle discoteche di periferia, si facevano venire le vesciche alle mani suonando in sala prove i classici del Britpop, quando si sognava, fra una pinta e una Benson & Hedges, di riempire le arene di mezzo mondo. Checché se ne dica, ogni maledetto ragazzo che ha imbracciato almeno una volta nella vita uno strumento, ha sognato di dire: “ehy ma’, guarda, sono su MTV”. Al diavolo le etichette, gli snobismi e l’elitarismo da webzine, l’Italia, musicalmente parlando, sta vivendo un momento davvero esaltante, fra la miriade di realtà che nascono, crescono e ispirano tutto un movimento che fino a pochi anni fa sembrava assolutamente utopico. MTV New Generation ha il pregio di portare alla luce queste realtà che altrimenti rimarrebbero nascoste ai più, affogate fra l’ennesimo amico di amici e il fantomatico portatore di chissà quale fattore x. Per noi, essere approdati sulle pagine di MTV, non rappresenta solo un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo percorso, che ci porterà a raggiungere un pubblico ben più vasto di quello a cui siamo solitamente abituati.
Angeli“, per noi, ha un significato particolare, sin dalle prime prove si differenziava dagli altri pezzi per la carica che trasmetteva e al  brivido che lasciava ad ogni esecuzione. Possiamo tranquillamente dire che il pezzo si sia scelto da solo, sgomitando con il suo ritmo incalzante e le chitarre taglienti.
Il video, realizzato da Luca Giani, girato nella più fredda mattina dello scorso Dicembre (come testimoniano le mani viola che scivolano sugli strumenti), è volutamente spartano, intento a cristallizzare su immagine la canzone, unica vera protagonista, e le nostre cinque brutte facce, con i segni di un post-sbronza e di una levataccia che ricorderemo per molto tempo.
Non portiamo maschere da saldatori, non ci siamo creati personaggi in cui annullare le nostre personalità, non vogliamo veicolare nessun messaggio filosofico o politico, né atteggiarci a profeti di chissà quale generazione. Siamo solo 5 ragazzi di strada che fanno musica per ragazzi come loro, che non hanno illusioni e che la mattina non hanno di meglio da fare che canticchiare uno stupido motivetto che riempie la giornata.

Le Città Invisibili


Questa Settimana MTV New Generation con la vetrina web ‘Just Discovered’ ti porta alla scoperta degli Artisti Le Città Invisibili e Mezzala.

Le Città Invisibili sono una band di Varese attratta dal sound di Editors, Interpol e dagli Artisti targati Factory Records. In attesa dell’uscita del loro pimo Ep ufficiale – attualmente nelle fasi finali della post-produzione – MTV New Generation è felice di presentare il loro nuovo singolo/videoclip “Angeli“.

Michele “Mezzala” Bitossi è un cantautore genovese stanco dei tatticismi esasperati che uccidono le giocate estemporanee e l’estro imprevedibile dei fantasisti. A Settembre 2011 è uscito il suo primo album da solista “Il Problema Di Girarsi” (Urtovox Records), dal quale MTV New Generation presenta “Che Fine Faremo“, il nuovo videoclip firmato Stefano Poletti.

Per entrare nel mondo di Mtv New Generation, che a oggi raccoglie più di più di 3.000 schede di artisti e band con oltre 6.000 contenuti, basta caricare sul sito www.mtv.it/newgeneration il videoclip di un brano musicale originale composto, interpretato ed eseguito da un artista o una band, con o senza contratto discografico. Gli artisti ritenuti più meritevoli da MTV, nel pieno rispetto dell’indipendenza editoriale del canale, entrano a far parte del progetto MTV New Generation, ricevendo visibilità online attraverso video, news e contenuti speciali e on air con i passaggi video su MTV Music (canale 67 del Dtt) di un artista selezionato ogni mese.


Le Città Invisibili nascono nel 2008 a Varese . Il sound della band è da ricercarsi fra la grigia Birmingham degli Editors, passando per i boulevard della Manhattan degli Interpol e strizzando l’occhio alla Manchester della Factory Records: città ‘sommerse’, ‘invisibili’, ma allo stesso tempo vive e pulsanti.
Nel 2010 sono fra i 30 selezionati dalla commissione artistica di Sanremo Giovani 2011, mentre nel 2011 l’intensa attività live li ha portati a condividere il palco con Le Luci della Centrale Elettrica.
Ora, mentre la band è impegnata nelle fasi di postproduzione del primo EP ufficiale – registrato a Milano, mixato da Jon Gray (già collaboratore di R.E.M., Editors e assistente di Jacknife Lee) e masterizzato presso lo Sterling Sound di New York – ecco arrivare il singolo/ videoclip “Angeli“, che ha convinto la redazione a far entrare Le Città Invisibili tra gli Artisti di MTV New Generation.

www.facebook.com/lecittàinvisibili


Michele Bitossi è un cantautore nato a Torino ma genovese d’adozione. Dopo aver fondato i progetti Laghisecchi e Numero6, nel 2011  decide di rimettersi in gioco componendo il primo disco da solista. Stanco dei tatticismi esasperati che uccidono le giocate estemporanee e l’estro imprevedibile dei fantasisti, per farlo si presenta con un alias calcistico dal significato chiaro e inequivocabile: Mezzala. Tredici i brani registrati e composti con l’aiuto di Matteo Cominotto presso il Greenfogstudio (Genova), raccolti nell’LP d’esordio “Il Problema Di Girarsi” – titolo scelto attingendo (non a caso) dal calderone di locuzioni coniate dal mitico Bruno Pizzul, emblema di un calcio ormai morto e più genuino di quello attuale – uscito nel Settembre 2011 per Urtovox Records. Ora, ecco arrivare il nuovo videoclip estratto “Che Fine Faremo” – regia di Stefano Poletti- accompagnato per l’occasione da “Che Fine Faremo Ep“, scaricabile in freedownload cliccando QUI. Che dire: buon ascolto e buona visione!

www.mezzala.it


Guarda il videoclip di “Nella Vasca Da Bagno Del Tempo“, il brano con il quale Erica Mou parteciperà al prossimo Festival di Sanremo 2012.


Il brano “Mamma” nasce durante il nostro viaggio da Reggio Emilia a Pescara, di ritorno dall’esperienza di Campovolo 2.0. In quella occasione, le nostre mamme, per la prima volta, ci hanno accompagnato in trasferta. Lì abbiamo avuto modo di subire in maniera amplificata tutte leraccomandazionitipiche… talmente simpaticamente strazianti da indurci a scrivere il pezzo, tra una battuta e l’altra.
Quando, poi, ci è stata proposta dalla nostra etichetta l’iscrizione a Sanremo Social, abbiamo deciso di utilizzare questo brano perchè ci sembrava il più adatto e il più divertente.
Il video, per rimanere in tema con l’ironia della composizione, è stato creato direttamente da noi con i nostri smart phone, in modo molto ‘casereccio’. Lo abbiamo girato nelle nostre vere case con le nostre vere madri, che si sono divertite molto a mostrarsi in momenti di quotidianità.
La mamma è sempre la mamma!!

Power Francers


Ecco a voi “Cashwoman“, il nuovo videoclip estratto da “L’Erba Cattiva“, l’album di lancio del giovane rapper Emis Killa. All’interno del disco, edito da Carosello Records e disponibile dai ieri in tutti i negozi di musica, trovano posto la ‘tune’ “Il Peggiore” – che ha permesso a Emiliano di diventare l’attuale Artista del Mese di MTV New Generation – e i featuring con Fabri Fibra, Marracash, Tormento, Gue’ Pequeno, Matis, G. Soave e Duellz.

Clicca qui per vedere tutti i video di Emis Killa.


Venere” è il singolo che più rappresenta il primo disco dei SuperWanted.
Un riff distorto di basso introduce la voce di Max e una batteria ignorante impedisce di smettere di scuotere la testa ascoltando il pezzo.
Il testo delinea una figura tanto perfetta quanto lontana e irraggiungibile, le parole scritte di getto non potevano rappresentare meglio questa idea che sfocia in un ritornello quasi da inno.
Il tutto scritto in un paesino sperduto nei pressi di Vicenza dove si trova la sala prove dei SuperWanted e inciso presso Bass Department Records a Verona.
Il video diretto da Saku(co-regista Christian Letruria) girato tra Vicenza, Montreal, Ibiza e Svizzera mostra la band in piena essenza rock, alternata a scene di sport estremi, risse da strada e ragazze in bikini.
Il tutto si esprime ancora meglio nei live della band dove con tre strumenti mostrano la carica di un gruppo di dieci elementi.
Aspettando l’uscita del disco prevista per martedì 3 Marzo (Bass Department Records/Buenaonda) gustatevi “Venere”.

SuperWanted