In una recente puntata della popolare serie “Mad Men”, ambientata nel 1966, il direttore creativo dell’agenzia pubblicitaria, Don Draper, chiede “Da quando la musica è diventata così importante?”. Dal suo bell’ufficio in Madison Avenue non sa che, in quel momento, nel pieno degli anni ’60, tutta la cultura gira intorno alla musica pop. 46 anni dopo, sembra che la musica sia diventata veramente ‘poco importante‘, o comunque poco ‘centrale’ nella vita della gente. Sebbene la prima reazione di qualsiasi analista sia di andare a cercare le ‘colpe’ di tutto ciò, ed è fin troppo facile e superficiale buttare tutto sulle spalle della discografia, può essere interessante invece vedere il cambiamento sotto il profilo tecnologico e capire quanto fosse inevitabile. Negli anni ’60 di “Mad Men” dovevi girare l’album ogni 20 minuti per continuare ad ascoltare musica, peroò questo limite serviva anche a tenere sveglia l’attenzione di chi ascoltava, a focalizzare l’attività che ti permetteva di ascoltare. Oggi la musica non si ferma mai, ma in compenso si è fermato l’ascolto. La musica è sempre lì, e proprio per questo è diventata un sottofondo per altre attività. Questo, paradossalmente, non riguarda solo la musica registrata che fluisce incessante negli IPod di tutto il mondo, ma anche la musica dal vivo, la famosa ‘esperienza avvolgente, unica e irripetibile’. Avete notato quanta gente, durante un concerto, è attaccata allo schermo del proprio smartphone per twittare e mandare sms, magari proprio per dire ‘sono al concerto’, ma in realtà con la testa e l’attenzione da un’altra parte? La musica, dobbiamo riconoscerlo, non è più l’attrazione principale. Il sito americano per audiofili CNET ha scritto come oggi la musica venga in gran parte mixata e masterizzata proprio per essere ascoltata in sottofondo, con una compressione che permette di ascoltare bene anche le parti meno ‘piene’, che altrimenti sparirebbero. Insomma, la musica di oggi non è fatta per avere picchi e cadute di suono, svuotamenti e momenti di intensità, ma deve essere ‘livellata’, malgrado i musicisti e i produttori continuino a prestare molta attenzione ai minimi dettagli del sound. E mentre sempre meno consumatori sono disposti a pagare per possedere brani musicali, il denaro per ricompensare i produttori e gli editori di musica arriva da altre fonti: la band di cui più si parla negli USA in questo momento, i Black Keys, si sono fatti conoscere grazie ad una canzone piazzata in uno spot pubblicitario di una macchina, per la puntata di Mad Men di cui abbiamo parlato la produzione ha investito $ 250.000 per usare la canzone dei Beatles “Tomorrow Never Knows”, e i ricavi da diritti digitali cominciano ad essere interessanti. Sound Exchange (www.soundexchange.com) è una organizzazione americana riconosciuta dal “Copyright Royalty Board” della U.S. Library Of Congress, creata per raccogliere e distribuire agli aventi diritto le royalties derivanti dalla trasmissione di musica sulle radio satellitari (come Sirius XM), quelle online (come IHeartRadio), i canali musicali tv via cavo e le varie piattaforme di streaming musicale come Pandora. I beneficiari dei ricavi da questi diritti sono artisti, autori, editori, case discografiche, ed anche gli artisti indipendenti che detengono la proprietà delle loro registrazioni. Nel 2011 Sound Exchange ha raccolto e distribuito più di 350 milioni di dollari e nel 2012 il totale sarà oltre i 400 milioni, solo in ricavi da broadcasting digitale. Un’area destinata a crescere con il progressivo spostamento dell’ascolto dalla FM alla rete attraverso computer e smartphones. Belle notizie, ma piccole soddisfazioni, in un mondo nel quale il business della musica in generale continua a descrescere tanto quanto l’attenzione all’ascolto, e nel quale è sempre più difficile, sia dal punto di vista tecnologico che da quello della tipologia di diffusione, provare a far tornare ‘importante’ la musica.
Archivio per il maggio, 2012
“Manifesto” è il nostro primo video, che anticipa il nostro album d’esordio che uscirà dopo l’estate.
E’ una dichiarazione d’intenti: non ci bastano più le cose banali, non ci accontentiamo più.
Vorremo farlo, ma non possiamo.
E’ quell’insoddisfazione di fondo, la nota sbagliata che il giorno percepiamo costante e la notte non ci fa dormire.
Abbiamo tutto, ma a volte non basta.
Perché tante cose sono importanti nella vita, poche sono essenziali.
Vogliamo riscoprire queste ultime, tornare padroni di noi stessi.
Anche se fa male.
Ringraziamo MTV Generation per l’occasione dataci: che il più seguito canale musicale mondiale si interessi a band emergenti ci fa ben sperare per la musica italiana.
Sensuth è il costante anelito che porta l’essere umano a non accontentarsi mai di ciò che raggiunge o possiede, ma lo spinge sempre verso nuovi traguardi.
E’ il desiderio del desiderio.
Questa Settimana la vetrina web ‘Just Discovered‘ di MTV New Generation ti porta alla scoperta dei Sensuth.
Il progetto Sensuth nasce, nel 2010. Nasce quasi per caso, ma fin da subito traccia in maniera inequivocabile le sue direttive di crescita su tre binari fondamentali: Onestà, Passionalità, Professionalità. Li conosciamo con il loro video “Manifesto“.
Per entrare nel mondo di MTV New Generation, che a oggi raccoglie più di 3.555 schede di artisti e band con oltre 6.743 contenuti, basta caricare sul sito www.mtv.it/newgeneration il videoclip di un brano musicale originale composto, interpretato ed eseguito da un artista o una band, con o senza contratto discografico. Gli artisti ritenuti più meritevoli da MTV, nel pieno rispetto dell’indipendenza editoriale del canale, entrano a far parte del progetto MTV New Generation, ricevendo visibilità online attraverso video, news e contenuti speciali e on air con i passaggi video su MTV Music (canale 67 del Dtt) di un artista selezionato ogni mese.
Il progetto Sensuth nasce, nel 2010, dopo l’ascolto corale di alcuni brani già precedentemente scritti.
Nasce quasi per caso, ma fin da subito traccia in maniera inequivocabile le sue direttive di crescita su tre binari fondamentali: Onestà, Passionalità, Professionalità.
Onestà nello scrivere, nel suonare, nell’arrangiare, nell’essere band; stanchi di troppi gruppi fantoccio, di troppi musicisti in cerca di una facile scorciatoia modaiola, i Sensuth delineano fin da subito la loro identità, e ‘faccia al sole’ la portano avanti senza compromessi.
Passionalità nel ‘sentire’ e far propria la musica; in un mondo dove tutto è sempre più business e sempre meno arte, i Sensuth cercano l’essenza vera che è stata da sempre motore inestinguibile dell’umana arte.
Passione che è travaglio interiore, sturm und drang, il deflagrare dell’animo umano.
Professionalità in tutto quello che si fa; in un mondo dove ormai tutto è alla portata di tutti, e dove tutti vogliono fare tutto, solo la professionalità può ancora tracciare la differenza. Professionalità come forma di rispetto per ciò che si fa, per se stessi e per chi ascolta.
Nulla dai Sensuth è stato fatto con superficialità o dilettantismo.
Dopo un anno i Sensuth hanno già all’attivo registrazioni, live, passaggi in radio, passaggi in TV; e molti sono gli eventi a cui dovranno partecipare nel futuro prossimo.
Hanno pubblicato un EP con tre brani (stampato in varie copie e scaricabile su www.sensuth.bandcamp.com)
Forti della loro musica i Sensuth continuano il loro viaggio, consci che l’essenziale non è raggiungere il traguardo, ma avere una via da seguire.
Dopo “Parla Con Me”, singolo di debutto che l’ha vista scalare in sole due settimane le classifiche e ottenere consensi da pubblico e critica, Julia Lenti presenta il suo secondo singolo “Illogico”. Il brano, il cui testo è firmato dalla stessa Julia, sarà in rotazione radiofonica da domani venerdì 25 maggio, giorno in cui sarà anche disponibile negli store digitali.
“Ho scritto questa canzone di getto, in una giornata convulsa -racconta Julia- era un periodo molto particolare per me, un periodo di lotta con me stessa, con le mie scelte, con le due personalità opposte di Julia. Mi sentivo confusa e me la prendevo con me stessa per quello che stava accadendo e scrivere è stato terapeutico“.
Questo nuovo singolo segna un ulteriore passo in avanti nella costruzione del repertorio di Julia, brani che la cantante, violinista e ballerina pugliese sta portando dal vivo in giro per l’Italia e che faranno parte di un primo album di prossima uscita.
“In questi mesi, durante i concerti, le interviste e attraverso i social network, hanno chiesto spesso di me e del mio disco e sapere di questa attesa mi spinge ancora di più a lavorare al meglio a quelli che saranno i brani del mio primo album -prosegue Julia- Scrivere, riascoltare e scrivere ancora fa parte della mia vita quotidiana, un percorso che va di pari passo con la mia esigenza di suonare davanti al pubblico. Sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia che cerco di meritarmi ogni giorno”.
Ci eravamo lasciati all’indomani del concerto di spalla ai White Lies, ovvero lo stesso giorno in cui abbiamo cominciato le registrazioni per il nuovo disco. Ricordo di aver scritto che quello era stato forse il miglior modo per concludere l’avventura col nostro primo lavoro, chiudersi in studio di registrazione e dare vita alle nuove canzoni. Abbiamo lavorato così sull’onda dell’entusiasmo, di questo, e di quello che è stato. Ed eccoci qui.
A ripensarci ora è stato un periodo intenso. L’abbiamo vissuto in maniera particolarmente profonda, sentita. Tutte le canzoni sono state scritte di getto nell’arco dei due mesi che hanno preceduto le registrazioni, con quella giusta dose di inconsapevolezza consapevole che stupisce, a conti fatti.
Abbiamo scartato tutto ciò che di nuovo avevamo composto nel corso dell’anno e deciso di rifare tutto da zero, di registrare qualcosa che fosse radicalmente nuovo, prima di tutto per noi. Scelta azzardata, all’epoca (il tempo a disposizione non era molto) eppure, la cosa più giusta da farsi.
E’ stato un po’ come ascoltarsi per la prima volta. Ogni canzone esisteva da troppo poco per averla già sentita. Tutto nasceva di giorno in giorno, eravamo inconsapevoli, ma avevamo le idee ben chiare.
Scegliere il primo singolo poi, non è stato facile. Il grosso problema è stato questo, semmai! Eravamo parecchio indecisi, nel senso buono del termine. Alla fine abbiamo optato per un passaggio ‘graduale’ e ‘ragionevole’. Graduale nel senso che “She Was A Firework” è, tra tutte, la canzone che più si avvicina, come immaginario, al nostro primo lavoro. Ragionevole, perché era senza dubbi molto ben riuscita.
Altra storia per il video. Avevamo alcune riprese fatte quest’inverno a Parigi dal regista Pierre Edouard Dumora da cui poter partire per la realizzazione. Ci siamo così sentiti con Annapaola Martin, film-maker di La Tempesta. Con Annapaola avevamo già avuto dei contatti all’epoca del nostro primo video. Per motivi logistici non si era fatto nulla, ma ci si era salutati con l’intento di trovare il tempo, un giorno, per una collaborazione. Stavolta è bastato attendere il suo arrivo da Livorno, darsi appuntamento alla casa dei sogni (residenza estiva di Italo Svevo nei tempi che furono), ricrearci all’interno la nostra Nellcote, e tutto è andato per il meglio.
L’uscita del disco è prevista per settembre, nel frattempo questo è un assaggio di quello che sarà.
Ci abbiamo messo tutto ciò che amiamo, non credo ne rimarrete delusi.
Per la cronaca: sabato 26 Maggio presenteremo “She Was A Firework” in occasione della nostra esibizione al Vinile Festival, a Cittadella. Suoneremo insieme a Black Lips e molte altre band.
La digital release del singolo è invece prevista per il 29 Maggio.
Di nuovo grazie alla redazione di MTV New Generation per dedicarci questo spazio, e grazie a tutti coloro che ci hanno seguito e aiutato durante il lavoro, ovvero Davide Massussi, Davide Croatto, Alessandro Ferrin, Annapaola Martin e Piero Di Biase.
Mattia & The Charlestones
Appurato che l’era del ‘formato’ della musica registrata, degli angusti limiti del disco, dell’album, del singolo, della cassetta, del cd, della ‘cartuccia stereo 8′ sono finiti, che dunque è finito il tempo in cui l’unica musica a cui avevi accesso era quella che ti potevi permettere di comprare, di avere in prestito dagli amici, o che veniva programmata dalle radio, appurato che oggi, rimanendo nella piena legalità, con pochi euro al mese puoi abbonarti ad un servizio di streaming musicale praticamente illimitato, e con un click hai accesso a tutti i video e i brani che vuoi, appurato tutto ciò, siamo tutti felici e contenti? Insomma. Esiste un contrappasso, il ‘lato oscuro dell’abbondanza’, la morte della selezione. Possiamo ubriacarci di musica a piacimento, rimpinzarci di canzoni come le famiglie ai buffet ‘all you can eat’ dei villaggi vacanze, ma come la ascolteremo, come la digeriremo tutta quella musica? Riusciremo ancora ad immergerci nel mondo della nostra band preferita come succedeva quando si ascoltavano gli album incessantemente per mesi, cambiando facciata ogni 20 minuti? La metafora gastronomica può proseguire paragonando questo momento a quello in cui, negli anni ’50, McDonald’s diede il via alla prima catena di fast food. All’inizio, tutti contenti perché finalmente mangiar fuori era diventato economico, veloce e saporito, ma subito si cominciò a considerare il cibo come semplice benzina da sostentamento anziché piacere e godimento. Come reazione, nell’ 86 Carlo Petrini fonda Slow Food, organizzazione che vive sui principi dell’ alta qualità degli ingredienti e dell’’esperienza’ del consumo del cibo. Che sia il momento di pensare ad un movimento per la ‘Slow Music‘?
La tanto decantata ‘libertà di internet’, ormai lo sappiamo, è una bufala. Apri il computer e ti chiedi “E ora dove vado? Chi mi guida?”. Youtube e Spotify ti aprono le porte, ma non ti indicano la strada da seguire dopo che sei entrato. Le statistiche, per il momento, sembrano confutare la teoria secondo cui i sistemi ‘all you can eat’ favoriscono la scoperta di nuova musica. Nel 2007, ITunes commissionò uno studio da cui risultò che dei 13 milioni di canzoni del suo catalogo, solo 3 milioni erano state acquistate almeno una volta. 10 milioni di canzoni erano lì a prendere polvere. Nel 2009, dei 4,5 milioni di canzoni nel catalogo di Spotify, 1,5 non sono state ascoltate neanche una volta, e le prime 100.000 rappresentavano l’80% dell’ascolto totale. Non sai dove andare, ti rifugi negli ‘hits’. Non è un caso che una delle parole più in voga oggi nel mondo della musica sia ‘curator’. Come nell’arte, la figura del ‘curatore’ diventa sempre più fondamentale nel processo della diffusione della musica: organizza le opere secondo un concetto, riesce a farle apprezzare perché parte di un percorso, di un ragionamento, le propone in un contesto. Il fondatore di facebook, Mark Zuckerberg, prevede che il prossimo passo sarà il ‘frictionless sharing’, cioè che qualsiasi canzone tu ascolti venga catapultata istantaneamente sulla tua pagina facebook. Condivisione permanente, infinita. Anche lo ‘sharing’ diventerebbe fast food, questione di quantità anziché di qualità. Contro l’idea del ‘frictionless sharing’ si stanno già pronunciando diversi operatori del settore, e nascono ‘app’ dedicate alla condivisione ragionata, come “Share My Playlist”, con la quale si possono creare e condividere playlists costruite dal catalogo di Spotify, e anche qui la ‘curation’ risulta un concetto essenziale. Non è un caso che una delle playlist più popolari sia “Rolling Stone’s 500 Greatest Songs Of All Time”, con 40.000 utenti. Qui il nome e l’autorevolezza del curatore (la rivista Rolling Stone) è considerata un valore ed una garanzia di qualità. Personalmente, non ho nessuna intenzione di condividere ‘frictionless’ tutta la musica che ascolto, semplicemente perché molta è brutta. I ‘curators’, i divulgatori di musica, i djs, da molto prima che esistesse Internet di mestiere ascoltano una sacco di roba, selezionano quella che vale la pena di condividere, e la condividono secondo una logica e un criterio il più funzionale possibile. Anche in anni recenti, sulla pagina personale di My Space c’era la possibilità di linkare solo una canzone, e con quella dovevi esprimere quello che volevi, il tuo messaggio, la tua personlità o il tuo stato d’animo (a questo concetto si ispira la nuova iniziativa online “This Is My Jam”, in fase di lancio). Voglio continuare ad avere la libertà di selezionare, di usare la rete per orientare qualcuno e per trovare qualcuno che mi orienti verso la scoperta di nuova musica, decidendo con la sensibilità umana che nessun algoritmo potrà mai eguagliare la ‘Slow Music’ di qualità con cui comunicare.
Ciao a tutti,
sono qui oggi per presentarvi in esclusiva dalle 15.30 alle 17.00 il video di “Numero Uno“, primo singolo che anticipa il mio nuovo progetto “Freestyle Roulette Mixtape“, in uscita Mercoledì 23 maggio per Tanta Roba Label (l’etichetta di Guè Pequeno e Dj Harsh).
Ho scelto di presentarlo su MTV New Generation per ‘chiudere un cerchio’ e ringraziare MTV per la grande opportunità che mi ha concesso facendomi partecipare a MTV SPIT, un programma incredibile che mi ha dato moltissimo, a livello musicale e umano.
“Numero Uno” racconta di tutta la forza di volontà, i sacrifici e il sudore che ho versato per inseguire la mia grande passione per l’ hip-hop e la musica rap, e ringrazio tutti voi per il supporto e la forza che mi date ogni giorno. Senza il vostro affetto non sarei qui. Il brano vuole anche lanciare un messaggio pro-positivo alla nostra generazione: lottate per raggiungere i vostri obiettivi, in una società dove mancano le opportunità dovete crearle voi stessi! Sky’s is the limit!
Vi ricordo che, se vorrete festeggiare insieme a me l’uscita di ”Freestyle Roulette Mixtape” e la vittoria di MTV SPIT, l’appuntamento è Giovedì 24 Maggio alle 16.00 presso lo Spazio Concept in via Forcella 7/13 a Milano. Troverete la copia del Mixtape in cd e in uno speciale formato ‘lettore MP3′ a forma di Ghetto Blaster. Sarò disponibile per foto e firma-copie e mi esibirò in alcuni freestyle inediti accompagnato da writers, breakers, ballers. A seguire anche uno speciale dj-set con grandi ospiti ai piatti: Dj 2P, Dj Harsh, DJ Slait e Dope Boyz e tanti ospiti al microfono.
Grazie di cuore a tutti voi!!!
ONELOVE
Ciao a tutti,
sono qua per comunicarvi che grazie anche al vostro supporto, sono diventato Artista del Mese di MTV New Generation.
Questa bellissima oppotunità che ci sta dando MTV ci permetterà di essere a stretto contatto con tutti voi, utilizzando come strumento la mia musica, le mie parole, il sito di MTV ed i canali televisivi.
Vi confido che sono un po’ emozionato all’idea di vedere il mio video in programmazione su MTV MUSIC.
Ho sempre sperato che il duro lavoro fatto sulla mia musica mi portasse a questo traguardo, e finalmente ce l’abbiamo fatta.
Il nuovo singolo, che uscirà a breve, si chiama “Faccio Brutto” ed è una parodia del comportamento comune a molti rapper italiani, che si atteggiano da ‘ghetto boys’, senza capire che si può fare il Rap essendo ragazzi normali…
Il mio messaggio è proprio questo, farvi capire che il rap può essere anche divertimento, ironia e soprattutto musica. Musica come la classica, il jazz o qualunque altro genere.
Il beat è prodotto da Roofio dei 2Fingerz, mentre il video è girato da Morbioli, un icona del video-making italiano.
Come immagino saprete, “Faccio Brutto” è il primo singolo che anticiperà il nuovo album in uscita il prossimo autunno, per l’etichetta Best-Sound.
Contemporaneamente al video, alla produzione del disco, a MTV New Generation, colgo anche l’occasione per dirvi che sarò in tour tutta l’estate solcando la penisola in lungo e largo.
Il nuovo tour si chiamerà “Il Mio Primo Tour Da Venduto Summer Edition” e vedrà insieme a me Dj Harsh, Gali Foh e tutto lo staff che mi segue.
Grazie!!!
E’ Fedez l’Artista del Mese selezionato da MTV New Generation, il progetto multimediale di MTV che dà la possibilità ai ragazzi che muovono i primi passi nel mondo della musica di mostrare il proprio talento grazie a nuove opportunità di promozione on line e on air.
Dal 21 Maggio il video dell’Artista del Mese di MTV New Generation in rotazione su MTV Music (canale 67 del DTT) sarà dunque “Vivere Domani“, che ai primi di Giugno cederà il posto al clip del nuovissimo singolo “Faccio Brutto“.
“Faccio Brutto” sarà il vero e proprio apripista al prossimo album di Fedez (tuttora in lavorazione e ancora senza titolo), la cui uscita è prevista per Settembre 2012.
Clicca qui per vedere la sua video bio.
MTV New Generation ha scelto Fedez perché – nonostante la sua giovane età – è uno dei più lucidi rapper nostrani. Riesce a fondere rime caustiche a suoni leggeri e allegri, così da risultare immediato anche al pubblico che non vive di hip hop. Le sue parole raccontano esperienze quotidiane, le stesse di ciascuno di noi: attraverso un ‘flow’ semplice ed efficace prende forma una valvola di sfogo (consapevole ma allo stesso tempo sbarazzina), sul mondo in cui viviamo, sottolineata da tappeti sonori elettronici poco canonici e a tratti sperimentale ma mai spocchiosi o di difficile fruizione.
Per entrare nel mondo di MTV New Generation (che a oggi raccoglie 3.532 schede di artisti con 6.720 contenuti audio-video), basta caricare sul sito www.mtv.it/newgeneration il videoclip di un brano musicale originale composto, interpretato ed eseguito da un artista singolo o da una band con o senza contratto discografico. Quelli ritenuti più meritevoli da MTV – nel pieno rispetto dell’indipendenza editoriale del canale – entrano a far parte del progetto MTV New Generation, ricevendo visibilità online attraverso video, news e contenuti speciali e on air con i passaggi video su MTV Music (canale 67 del DTT) di un artista selezionato ogni mese.






