E’ giovedì e il mio pianista, Luca, arriva in stazione dopo undici ore di viaggio stra-cotto come la pasta al forno di mia nonna.
Lo guardo e penso che ho fatto bene ad arrivare a Torino con un giorno di anticipo e penso allo stesso tempo a quanto siamo distanti da casa nostra e penso a quanto ci stia stra-cuocendo il sole anche qui.
E così ci siamo ricongiunti, tra meno di un’ora dobbiamo essere all’Università per il concerto sul palco New Generation. Eccoci: i tecnici sono stra-gentili, lo staff di MTV è stra-gentile, le altre band sono stra-gentili e stra-brave. C’è qualcosa di stra-no! E invece no. E’ autentico così. Ne dubitavo; spesso ho pensato, sbagliando, che quello di MTV fosse un mondo di plastica.
Suoniamo ed ascoltiamo ed ascoltiamo e suoniamo e siamo felici.
Secondo giorno: stesse identiche emozioni, forse solo più grandi come è più grande il palco che ci ospita.
E SIAMO FELICI.
Partecipare alla conferenza sulla musica in tv poi è stato divertentissimo: Caparezza (uno dei miei miti), Franco Godi (un mito), Roberto Bagatti (mitico), Max Pezzali (sei un mito!) allo stesso tavolo con me, a parlare. E indovinate un po’? Sono felice!
Premiazione: non vinciamo. E, che ci crediate o no, siamo felici lo stesso.
Luca riprende il treno e si stra-cuoce per altre undici ore.
Io sabato vado a Milano e poi a Senigallia per altri concerti.
E ci rivediamo domenica sera a Bari al concerto degli Afterhours. Ci incontriamo per caso tra la folla e, anche se quello degli MTV Days è stato il primo concerto in cui abbiamo suonato insieme, ci sentiamo più cementati dei Pooh o di una casa in costruzione.
E la felicità torinese continua anche qui, una volta tornati a ballare in Puglia.





