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mancanoglispazi #125

Si chiama “Radio Day Stage” il palco che durante le giornate del SXSW, da mezzogiorno alle sei, propone concerti all’interno dell’Austin Convention Center, sia per permettere ai delegati di fare una pausa tra le tante conferenze, sia per farci scoprire nuovi artisti in dimensione live. Su questo palco, ad esempio, vidi per la prima volta gli esordienti Alabama Shakes, Vampire Weekend, Phantogram e altre band che poi hanno fatto strada. In questi giorni hanno suonato nomi di cui si parla molto, come Lapsley e Sunflower Bean, oggi sarà la volta di Jack Garratt, Chvrches, Hinds e Bombino. Ogni giorno la programmazione del palco è curata da una diversa radio americana come KCSN o KCRW di Los Angeles, che mandano anche in onda i concerti. Radio che “curano” un contenuto e lo presentano al pubblico. Radio che fanno intrattenimento. Se ne è parlato ieri nell’incontro “Come la radio risponde alla domanda di intrattenimento”. A disquisirne però non erano personaggi delle radio tradizionali, ma aziende che rappresentano il presente e il futuro della diffusione dei contenuti radiofonici: Mixcloud, Tune In, Pandora, Soundhound, chiamati a dibattere su dove andrà la radio nei prossimi anni. Questi nuovi playerdel panorama radio, però, ci hanno confermato la certezza che abbiamo da qualche tempo, e cioè che in ogni ambito mediatico oggiil vecchio giustifica il nuovo”: libri, dischi e giornali di carta sono ancora necessari per promuovere la diffusione di e-book, streaming e pagine web, e in questo caso, dice Kevin Straley, Vice President della piattaforma Tune In che distribuisce 50.000 canali radio, “I broadcaster tradizionali sono il fondamento del business di Tune In”. Anche nella radio dunque si impone l’economia dell’aggregazione e distribuzione di contenuti altrui (come Air Bnb e Uber, per dire) e il prossimo passo è la radio su abbonamento, che esiste da qualche anno in USA e Canada con Sirius XM e che anche Tune In attiverà per canali ed eventi sportivi. L’ autorevolezza del dj è invece nella politica editoriale di Mixcloud, che affida a nomi consolidati come Pete Tong e Gilles Peterson (entrambi colonne della programmazione di BBC Radio) la cura di playlist specifiche e podcast. Quindi, come dicono in coro: “Radio remains importante i prossimi passi saranno soprattutto tecnologici a partire dal “Siri” della radio, cioè la attivazione vocale in macchina. Tu accendi il motore, dici “Voglio sentire del jazz”, e la radio ti cerca la stazione che lo trasmette, oppure “Voglio sentire il mio programma preferito, Whatever su Radio Capital” e la radio ti va a beccare il podcast dell’ultima puntata anche se non sta andando in onda in quel momento. Fantastico, no? Poi noi, in Italia, dovremmo anche avere l’opzione di una vocina che ti dice “Guarda che il jazz non lo trasmette nessuno”, ma affronteremo questo problema quando sarà il momento. Ovviamente tutto ciò sarà in qualità audio digitale, anche se, nelle parole del fondatore di Mixcloud Nico Perez, “Dovendo scegliere tra più contenuto o qualità audio, la gente preferisce senz’altro la varietà di contenuti”. Abbiamo un appuntamento tra qualche settimana, a Milano, con l’evento Radio Days, in cui torneremo su questi concetti, comunque, ancora una volta, il futuro della radio si gioca su diffusione digitale, integrazione delle piattaforme, autorevolezza dei dj, creazione di contenuti interessanti e vari ed eventi sul territorio. Infatti sul territorio polveroso di Stubb’s ieri radio BBC 6 Music ha presentato una serata con artisti che andavano dalla veterana del country Loretta Lynn al nuovo rapper inglese Stormzy, rivelazione “grime”, fino al giovane cantautore Jake Bugg. Nelle scorribande serali tra i concerti ieri sera abbiamo visto Lukas Graham, nuovo hitmaker nel solco di Michael Bublè-Sam Smith, i bravi esordienti californiani Bird Dog, una sorta di giovani Crosby Stills & Nash, poi gli eterei Chairlift (nella foto in cima a questa nota), Blood Orange (superfunk), le Cocorosie nella chiesa presbiteriana, per concludere in bellezza con il ritorno sul palco, all’una e mezza di notte, dei Soul Asylum, veterani di quel rock dei primi anni ‘90 che è rimasto nel cuore a tutti noi. Ma di questo parleremo la prossima volta.