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mancanoglispazi #86

Ne abbiamo parlato diverse volte da queste parti: David Byrne, oltre ad avere pubblicato il noto libro “How Music Works” sui meccanismi a volte sconosciuti dell’industria musicale, è un attivo portavoce delle istanze dei musicisti e spesso dà voce pubblicamente ai suoi pensieri in difesa dei diritti della categoria di cui fa parte. Nei giorni scorsi ha pubblicato online un vibrante appello riguardante i diritti derivati dai passaggi radiofonici. “Quando pensiamo alla canzone R-E-S-P-E-C-T ci viene in mente Aretha Franklin. Ma lei non ha mai riscosso un centesimo dai passaggi radio di quella sua performance, perché non l’ha composta”. Byrne dice che molti musicisti sono in forte difficoltà di sostentamento pur avendo dischi che passano o sono passati tanto in radio. Nel mondo del jazz gli fa eco Wendy Oxenhorn, Executive Director della Jazz Foundation. “Ogni giorno, leggendari musicisti che hanno lavorato con Billy Holiday, Duke Ellington, Chet Baker, Miles Davis, ed anche le stesse leggende, come Odetta, Elvin Jones, Etta James e molti altri hanno problemi sostentamento. Se avessero ricevuto royalties dalla radio posso garantire che la crisi che hanno vissuto nella loro tarda età non sarebbe esistita”. Il problema, in USA come in alcuni altri paesi, è il mancato riconoscimento dei cosiddetti “diritti connessi”, diversi da quelli destinati ai compositori dei brani, che invece sono tutelati dalle società che rappresentato autori ed editori (in Italia la SIAE). Peraltro gli USA non riconoscono diritti connessi neanche agli artisti stranieri che passano sulle radio americane. “Ci sono un sacco di soldi là fuori – continua David Byrne – che potrebbero aiutare l’economia americana, non solo i musicisti”, e per questo lancia una petizione con l’hashtag #IrespectMusic (www.irespectmusic.org). Per ciò che riguarda la normativa su questo argomento in Italia date un’occhiata al sito del Nuovo Imaie (www.nuovoimaie.it), ente preposto ad incassare e a ripartire royalties agli interpreti ed esecutori del settore musicale, e guardate la presentazione sul sito di “Note Legali” (www.notelegali.it). Sul funzionamento e sulla affidabilità di questo sistema non mi pronuncio perché ammetto di non essere aggiornato in merito, sebbene si parli spesso della materia in occasioni ufficiali quali i Mei o il Medimex. Se qualche addetto ai lavori ha qualcosa da dire credo proprio che ogni autorevole opinione sia ben accetta fra i commenti, a beneficio dei musicisti che, giustamente, vorrebbero saperne di più. A voi.