di Luca De Gennaro
“Se io posso vincere dei Grammys tutti i geni ancora sconosciuti che lavorano nelle loro camere da letto sappiano che un giorno potranno PRENDERSI IL MONDO!!!” Questo ha scritto Skrillex su Twitter pochi istanti dopo avere ricevuto il suo terzo Grammy Award, domenica scorsa a Los Angeles. La cinquantaquattresima edizione dei premi ufficiali dell’industria musicale americana non è stata solo caratterizzata dai meritatissimi 6 awards ad Adele (a coronamento di un album straordinario), dal trionfo in ambito rock dei Foo Fighters, in quello hip hop di Kanye West, e dalla rivelazione ‘alternativa’ Bon Iver, ma da ben 3 statuette arrivate a un dj di 24 anni che fino all’anno scorso nessuno conosceva. Skrillex è oggi il più premiato musicista elettronico al mondo, anche se il suo album “Scary Monsters And Nice Sprites” ha circolato essenzialmente in formato digitale, senza la minima esposizione radiofonica, riscuotendo un successo crescente che in pochi mesi è diventato vero fanatismo soprattutto grazie l’attività dal vivo e la diffusione online di materiale audio e video attraverso Youtube e i social network. Il riconoscimento della Recording Academy ad un personaggio come lui significa l’ufficializzazione del ‘nuovo che avanza’, dei modelli innovativi che cominciano a prevalere su quelli tradizionali. Sul Red Carpet dello Staples Center di L.A., in mezzo alle first ladies della canzone in abito lungo e big del pop vestiti a festa, Skrillex si è presentato con il solito giubbottazzo di pelle sopra una maglietta nera un po’ strappata, con la faccia butterata da ragazzino, senza un filo di cerone, con gli occhiali scuri a coprire le occhiaie di uno che aveva sicuramente passato la notte a suonare in qualche party fino a poco prima che la limousine lo venisse a prendere. Pesce fuor d’acqua nell’ambiente “ufficiale” dello show business e proprio per questo simbolo del nuovo mondo, dove il glamour e il numero di dischi venduti non contano più, contano i fans che si scambiano i tuoi video via facebook e ti vengono a vedere live. I 3 Grammy a Skrillex sono il trionfo dell’era digitale, e arrivano pochi giorni dopo che un grande della musica ha invece pubblicamente messo in discussione proprio la diffusione digitale della musica. Neil Young, intervistato per la prestigiosa serie di conferenze online “D:Dive into media”, ha suscitato scalpore dichiarando che una canzone in formato digitale contiene solo il 5% della qualità della registrazione originale, mentre con la registrazione analogica ascoltata su vinile si raggiungeva quasi il 100% della qualità. “Il mio obiettivo è quello di salvare la forma d’arte che ho praticato negli ultimi 50 anni”, ha detto a Walt Mossberg che lo intervistava. “Il CD è finito, ucciso dalla convenienza dell’era digitale, ma non è giusto associare la convenzienza con la bassa qualità. Siamo nel ventunesimo secolo e ascoltiamo musica in qualità molto inferiore a come la ascoltavamo nel 1978”. Young ha detto la sua anche riguardo alla circolazione della musica per singole canzoni. “L’album è una forma d’arte, e non morirà mai. E’ paragonabile ad un romanzo, che non puoi smembrare in capitoli separati. Non si può negare la rilevanza di questo formato. Come artista vorrei che il mio nuovo album venisse ascoltato così come è stato concepito, e sta alla casa discografica lavorare per divulgare il giusto valore dei propri artisti. Si pensa alle case discografiche come a strutture vecchie e obsolete, ma tra loro ci sono persone che hanno passato tutta la vita ad amare profondamente la musica e a rispettare gli artisti”. La visione di Neil Young, apparentemente tradizionale, si sposa però con il nuovo modello: “Oggi gli artisti sono liberi di lavorare con o senza una casa discografica, di far circolare la musica come vogliono. La pirateria è la nuova radio, è il modo in cui la musica circola, è il nuovo mondo per i ragazzi che si scambiano i files in rete, e questo è acettabile. Quello che però vorrei è che ci fosse comunque la possibilità di accedere, ad un prezzo conveniente, alla musica di alta qualità sonora, superiore a quella degli MP3 a cui i nostri figli sono ormai abituati”. La tecnologia al centro, dunque, in nome della convenienza ma anche della qualità. E il vincitore più tecnologico dei Grammy Awards ieri sera è stato protagonista di un divertente cortocircuito tecno-mediatico-comunicativo. Il dj Deadmau5, che lo prese nella sua etichetta 2 anni fa, e che ieri se lo è ritrovato come antagonista, si è presentato sul Red Carpet della cerimonia con il consueto capoccione da topo ed il numero di telefono di Skrillex scritto sulla maglia. Skrillex l’ha subito scritto su Twitter, informando in un attimo i suoi 806.594 “followers”, poi ha inserito sul cellulare la funzione di inoltro di chiamata verso il cellulare di DeadMau5 stesso, rigirandogli lo scherzo e scatenandogli addosso chiamate e messaggi di congratulazioni, proprio quando era stato battuto dal suo amico. Televisione, telefonia mobile e social network usati in sincrono per comunicare e scatenare un casino, così, tanto per riderci sopra, tra due ragazzi che fanno musica con il computer nelle loro camerette, e che da ieri sera sono ufficialmente alla conquista del mondo.